La Terapia2016-12-06T10:44:37+00:00

La Terapia Cognitivo-Comportamentale

Lo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale è uno psicologo o medico, che dopo aver conseguito la laurea quinquennale e l’abilitazione all’esercizio della relativa professione, segue un corso quadriennale di formazione specifica in psicoterapia.

Negli ultimi anni la psicoterapia cognitivo-comportamentale, disciplina scientificamente fondata, ha avuto grande diffusione, poiché la ricerca ha dimostrato la larga efficacia e applicabilità nel trattamento di vari disturbi e problematiche (ansia, depressione, fobie, psicosi, disturbi alimentari, disturbi sessuali, gestione dello stress, problemi relazionali, bassa autostima, ecc.).

Ogni individuo si relaziona al mondo attraverso un intreccio tra emozioni, comportamenti e pensieri; avere pensieri disfunzionali porta a sentirsi tristi, ansiosi, inadeguati e ad avere di conseguenza dei comportamenti maladattivi. Come indica il termine stesso, l’obiettivo principale della terapia è quello di  modificare sia i comportamenti, aumentando le abilità dell’individuo nell’affrontare i problemi, sia i pensieri della persona, aiutandola a dare significato alle cose e alle situazioni in modo più costruttivo, realistico e funzionale al proprio benessere. Per fare questo dobbiamo tenere in considerazione alcuni importanti aspetti che sottendono questo approccio: i pensieri (le idee, convinzioni, immagini mentali, interpretazioni) possono essere osservati, monitorati e modificati; il comportamento dell’individuo è mediato e influenzato dai suoi pensieri; pertanto, è possibile ottenere il cambiamento terapeutico, cioè modificare il comportamento e le emozioni a esso associate, modificando i pensieri disfunzionali che mediano le risposte all’ambiente.

terapia-congitivo-comportamentale

Le caratteristiche principali dell’approccio cognitivo-comportamentali sono:

a) durata limitata della terapia: ovviamente il tempo dell’intervento può variare in base al problema specifico, alla sua gravità, alla presenza di altri disturbi, al momento dell’insorgenza del disturbo ecc. ma in linea generale si tratta di una terapia che non richiede tempi molto lunghi (da qualche mese a un anno).

b) si rivolge a problemi specifici: attraverso una prima fase di valutazione diagnostica e approfondimento dei problemi e dei bisogni presentati (attraverso il colloquio clinico ma anche con l’eventuale ausilio di test e questionari), si determinano gli obiettivi specifici del trattamento e si concordano le strategie terapeutiche più utili e indicate per il cambiamento terapeutico.

c) centrata sul presente: pur prendendo in considerazione la storia passata e gli eventi che possono aver inciso sulle problematiche della persona, la terapia non si focalizza sul passato e sul suo ricordo ma sulle difficoltà attuali cercando di costruire delle competenze positive per affrontare i problemi della vita quotidiana.

d) verificabilità dell’efficacia: durante il trattamento, a cadenza definita, è possibile effettuare delle rivalutazioni dei problemi risomministrando i questionari utilizzati in fase di valutazione, verificando così i cambiamenti e l’efficacia dell’intervento. Questi retest consentono anche di ridefinire nuovamente gli obiettivi dell’intervento.

e) natura attiva: l’intervento sottende che la persona abbia la possibilità di lavorare sui propri pensieri e comportamenti, pertanto  partecipa attivamente alle cure collaborando con lo psicoterapeuta; il terapeuta a sua volta spiega il modello utilizzato in modo che la persona faccia suo il procedimento terapeutico stesso. Per tale motivo, spesso viene chiesto al soggetto di mettere in pratica a casa (attraverso dei compiti concordati) le strategie terapeutiche apprese in seduta.